IL LAVORO  sabato 3 aprile 1993

Mantovani convinto: " Oggi siamo felici, ma presto lo saremo di più"

"TORNEREMO COME IERI"

di STEFANO ZAINO

«Non posso quantificare gli anni, ma mi auguro che si possa tornare felici, come lo siamo oggi, e magari un po' di più, come ieri». Una frase che ha scatenato il pubblico, provocando applausi, felicità, commozione. Una frase da interpretare, come lo sono gene­ralmente quelle di Mantovani, che ha chiuso il lungo monologo presidenziale tenuto ieri presso il circolo della Cassa di Risparmio. L'occasione era data dalla consegna al dirigente blucerchiato Franca Fassio di un premio in denaro come rappresentante più illustre del tifo femminile sampdoriano. Un riconoscimento che la stessa Fassio ha devoluto all'Associazione Mauro De Andre, na­ta nel luglio'90 e promotrice di varie iniziative benefiche nel campo dell'insegnamento accademico e nella preparazio­ne (con un'apprezzata scuola forense) dei futuri avvocati e procuratori. Il premio è stato elargito dalla Fondazione della Cassa di Risparmio (rappre­sentata dal suo presidente Fausto Cuocolo) in collaborazione con il locale Sampdoria Club, formato dai dipendenti dell'istituto bancario. Mantovani teneva molto a questa ce­rimonia e ha parlato a lungo. Non è stata esplicite nella sua ultima frase, ma l'interpretazione in sala è stata univoca. Essere felici come ieri, cioè come ai tempi dello scudetto, del­la Coppa delle Coppe, delle tre Coppe Italia, della Supercoppa italiana, dei sei grandi successi che hanno reso storica l'era Mantovani. «Torneremo grandi», il presidente non lo ha detto, ma tutti lo hanno pensato, questo rinnovamento, appena iniziato, permetterà di riaprire un ciclo. «Non so quantificare gli anni» ha precisato Mantovani, ma sulla possibilità di un futuro pari al passato non sembrano sussiste­re dubbi. Perfettamente in chiave con il tema la presenza in sala di Serena e Chiesa, due forze nuove della giovane Sampdoria, due giocatori che dovrebbero garantire l'auspi­cato domani felice.

Paolo Mantovani protagonista ieri al circolo della Cassa di Risparmio
«Cederò Serena al Cosenza» ha detto il presidente, ma il Soriso stam­pato sul volto invitava a non credere all'affermazione. Ila­rità ha suscitato anche l'invito al pubblico femminile (grande protagonista della festa, da Franca Fassio in giù) a consi­derare con occhi speciali Chiesa e Serena, «non sono sposati e sono due buoni partiti». Serio invece il messaggio ai genitori a «non far colonizzare i fi­gli», già lanciato una settimana fa alla presentazione del «Ravano». Mantovani ha ricordato le antiche passioni juventine e cagliaritane dei pro­pri figli, «voi, se occorre, tene­teli chiusi in casa. E' assurdo tifare per un'altra squadra, quando due genovesi sono in serie A».
Mantovani ha ricordato che la prima edizione del premio assegnato dalla Fondazione Cassa di Risparmio è andata a Rosa Cerezo. La moglie di Toninho l'anno scorso lo aveva devoluto ai bambini brasiliani. «Con questo riconoscimento abbiamo regalato un sorri­so a dei bambini sfortunati».
Poi, restando in Brasile, si è parlato dell'indimenticabile re­gista del centrocampo doriano. «Un blucerchiato colorato di biondo che è andato a vince­re a Tokyo la Coppa Intercontinentale al posto nostro.
Per far­si perdonare, mi ha portato la sua maglia. Ogni volta che un nostro giocatore vince con la nostra maglia o con un'altra noi siamo felici. Non c'è anti­patia od odio per gli ex, da noi saranno sempre ricordati con affetto. Rammento cosa accadeva a Santin, quando tor­nava a Genova con la maglia del Torino. Era più festeggiato di Lippi o Arnuzzo. Lo stes­so sarà per chi ci ha lasciato lo scorso anno o ancora prima».
Mantovani visitava per la prima volta la sede del Sam­pdoria Club Cassa di Risparmio, nato nell'89, in occasione del trionfo in Coppa Italia a Cremona. Gli è stato chiesto com'è nato il suo amore per il blucerchiato. «E' difficile spiegarlo, è come chiedere ad una coppia sposata come sono arri­vati a darsi il primo bacio». Poi ha continuato: «La cosa migliore è il rapporto di fidu­cia che esiste tra i giocatori e i tifosi. Quando cinque anni fa Mancini ha sbagliato un rigo­re con il Como, nessuno mi ha chiesto se lo avesse sbagliato apposta. La nostra gente si fi­da della squadra. E ride volen­tieri, quando tutti si tingono di biondo dopo aver vinto uno scudetto».
Dopo l'intervento di Manto­vani si è proceduto alla conse­gna dei premi. Il presidente del club Pasquero, insieme ai soci fondatori Russo e De Ferrari, ha dato due oggetti ricordo a Mantovani per i nipoti Federica e Nicolo, e riconoscimenti a Serena, Chiesa e al dirigente Marcheggiano. Franca Fassio, che ha chiamato in causa Flavia De Andre, presi­dente dell'Associazione e mo­glie dello scomparso Mauro De Andre, è stata premiata da Cuocolo. Il presidente della Fondazione (sampdoriano da più di vent'anni) ha ammesso che «il premio è leggero» e che in futuro «nonostante proven­ga da genovesi e da banchieri sarà ritoccato».

Simpatica Franca Fassio. Ha ammesso «di essere molto emozionata e di avere la saliva­zione azzerata, alla Fantozzi». Poi ha aggiunto: «Devolvere il premio a fini benefici rientra nella politica della Sampdoria, sempre molto sensibile, grazie alle iniziative del suo presidente, ai problemi della città». Flavia De Andre ha ri­cordato l'opera svolta dall'As­sociazione Mauro De Andre negli ultimi mesi, con l'asse­gnazione di tre borse di stu­dio, di cui due per corsi di per­fezionamento all'estero, a gio­vani laureati nel campo delle scienze giuridico-economiche.