IL LAVORO  giovedì 28 aprile 1994

Passaggio
di consegne
alla Carige
il popolare
Gaudenzio
(premiato)
cede il testimone
a Bobby-gol

 


Un'immagine simbolo: Mancini, il
più fedele di domani, strìnge la mano a Bernasconi, fedelissimo di ieri, davanti al presidente Mantovani (foto Bussalmo)

    
Bernasconi promuove Mancini

"V
ai, il record di presenze è tuo"

IL PASSAGGIO di consegne è avvenuto. Simbolicamente, presso il circolo del Sampdoria Club Cassa di Risparmio di Genova, Gaudenzio Bernasconi ha consegnato il testimone delle presenze nella società blucerchiata a Roberto Mancini E' stato questo il momento clou della terza edizione di una manifestazione (la consegna di un riconoscimento in denaro che il pre­miato devolve sempre in beneficenza) che prima di Bernasconi, conosciuto ai tempi doriani con il soprannome di "Orsacchiot­to", era toccato alla signora Cerezo e lo scorso anno alla tifoseria femminile blucerchiata.
Bernasconi, sampdoriano doc degli an­ni '50, aveva totalizzato in undici stagio­ni di milizia genovese (dal 1954, prove­niente dall'Atalanta, sino alla stagione 1965) ben 338 gettoni. Mancini attualmente è a quota 334 e si trova ormai a so­le cinque partite dal superare quel tra­guardo. Non lo potrà fare quest'anno, manca una sola gara, alla quale tra l'altro lui non parteciperà perché infortunato, ma sicuramente ci riuscirà nella prossima stagione.
Alla festa blucerchiata hanno presenziato anche il presidente Enrico Mantova­ni e l'allenatore Sven Goran Enksson. Al momento del passaggio di consegne, Mantovani junior ha detto divertito, «quasi quasi sarei intenzionato a vendere Manci­ni, così non supera Bernasconi. Peccato però che la cosa non sia possibile, visto che ha già allungato il suo contratto fino al'97». Chi si aspettava qualche anticipazione sulla prossima campagna acquisti della squadra è rimasto deluso. Solamente un tifoso ha provato a domandare qualcosa su Gullit, salvo ricevere una risposta molto evasiva da Eriksson. Commosso il presidente Enrico Mantovani al momento della premiazione. «Dedico questa serata a mio padre» ha semplicemente detto, sommerso da un lungo e caloroso applau­so. A fiumi di autografi hanno dovuto sottostare, come in ogni occasione festosa, sia Eriksson che Roberto Mancini. Bernasconi, il premiato dalla Carige per la stagione 1993-94, ha donato il suo assegno (4 milioni) all'Istituto Nazionale sor­domuti di Genova, consegnandolo diret­tamente nelle mani di padre Fusi, che da 46 anni vive a contatto con la triste realtà. Poi il suggestivo passaggio di consegne tra l'ex centromediano e l'attuale attaccante blucerchiato, sotto l'attento e vigile sguardo del presidente Enrico Mantovani,

(franco avanzini)