IL SECOLO XIX  venerdì 29 aprile 1994

Bernasconi-Mancini passa il testimone

GENOVA - Premio Sampdoria club Carige a Gaudenzio Bernasconi, pres­so il circolo dipendenti dell'o­monimo istituto bancario. Quattro milioni di lire che l'indimenticato Orsacchiotto devolve all'Istituto nazionale dei sordomuti diretto da pa­dre Fusi. Magnifica cerimonia con ideale staffetta fra il trentennale recordman di presenze sampdoriane in campionato (338) e Roberto Mancini (334) che ne racco­glie il testimone.
Toccanti parole di padre Fusi,
«orgoglioso di essere sampdoriano dal '48 perché ho sempre visto una squadra mae­stra di bel gioco e ai correttezza e perché la Sampdoria è un al­bero buono che da buoni frut­ti». Grande feeling fra il 62enne Bernasconi e il 29enne Mancini. Commovente ricor­do del padre Paolo (un minu­to di applausi) da parte del presidente Enrico Mantova­ni, «orgoglioso di essere sampdoriano e presidente delia Sampdoria, in difficoltà nel-l'accettare tanti complimenti per un lavoro fatto da mìo pa­dre e da tutti i suoi collaborato­ri, speranzoso di saper conti­nuare sempre così e che fra 250 partite Roberto Mancini torni qui a ricevere il vostro premio di fedeltà». Rassicuranti assicurazioni di Eriksson («Noi speriamo che Gullit resti, ma anche in caso contrario faremo ancora tante belle cose perché un giocatore, per fuoriclasse che sia, non può fare una gran­de squadra da solo») ai tifosi soci del club che fa della be­neficenza il proprio fiore all'occhiello.