CORRIERE MERCANTILE  mercoledì 3 aprile 1996

La solidarietà Il presidente ha devoluto il premio di 4 milioni della Carige all'Opera Don Guanella

Mantovani e i 50 anni della Sampdoria

«Essendo fortunato avrei potuto trovare la felicità altrove. Invece voglio essere felice qui»


Enrico Mantovani mentre parla e consegna il premio a Don Frasson
Un premio, un riconoscimento, un segno di gratitudine Custodi­sce molteplici significati l'asse­gno che il "Samp Club Carige" ha donato ieri sera nel corso di una festosa cerimonia al presi­dente blucerchiato Enrico Mantovani per i cinquant'anni della Sampdoria.
Una manciata di milioni da de­volvere in beneficenza, ma so­prattutto la dimostrazione di co­me il numero uno sampdoriano riscuota i consensi di una tifose­ria che non gradisce apparire, ma ama rappresentare, eserci­zio sempre più inconsueto, la parola gratitudine
II premio della Carige ormai e entrato nella tradizione, da un lu­stro esalta i meriti di quel samp-doriano che nell'anno si è parti-colarmente distinto e sin dalla sua creazione ha riscosso nel compianto Paolo Mantovani ap­provazione e simpatia.

«Si tratta di un appuntamento al quale noi tutti teniamo molto — ha sottolineato Angelo Pa-squero presidente del club — Nelle ultime edizioni abbiamo premiato Gaudenzio Bernasconi, vecchia bandiera blucerchiata e Fabio Fazio, mentre quest'anno in concomitanza con i cinquant'anni della società blucerchiata la scelta era obbligata il nostro presidente Enrico Man­tovani».

E nell'affollata saletta all'inter­no del Circolo Dipendenti Carige di Albaro il giovane dirigente blucerchiato non ha nascosto la sua soddisfazione per un pre­mio che ha voluto devolvere all'Opera Don Guanella di Sestri Ponente che accoglie una comunità alloggio.
«Un anniversario importante, un premio che mi inorgoglisce— ha esordito Enrico Mantovani— perche e un riconoscimento per tutti i sampdoriani che il sot­toscritto rappresenta La nostra squadra sta bene, al di là dei sogni e delle aspettative che "noi" tifosi possiamo coltivare La Sampdoria ha un presente ma soprattutto un futuro, senza ovviamente dimenticare il passato. Avremo m avvenire forse dei momenti più belli, forse più brut­ti di quello attuale. Da parte mia posso garantire il massimo impegno per far sì che tutti i sampdoriani siano felici»
Qualcuno tra gli astanti aggiunge "arbitri permettendo", il presidente tenendo fede alla sua filosofia non raccoglie «Questo non l'ho mai detto, pen­so solo che essendo una perso­na fortunata la felicita l'avrei potuta trovare altrove, invece la vo­glio trovare nella Sampdoria»
Quindi ha voluto esaltare l'Opera di Don Guanella che Don Agostino Frasson sta portando a-vanti con molto impegno e sacri­ficio.
«Sono stato a trovare questa comunità l'anno scorso — ha raccontato Mantovani — Con me c'erano due giocatori, Serena e Jugovic E' stata un'esperienza meravigliosa, voglio tornarci presto (un tifoso gli ha chiesto di non farlo in compagnia di Chiesa, n d r ) perché lo devo a quei bambini molto più sfortunati di noi, che vivono dei momenti felici che sappiamo offrire loro»
Don .Agostino ha delineato l'attività che contraddistingue la ca­sa dell'Angelo, comunità allog­gio per molti ragazzi afflitti da gravi difficolta.
«La nostra Opera intitolata al fondatore Don Guanella — ha spiegato il sacerdote — comprende trenta ragazzi che han­no avuto esperienze di carcerazione, tossicodipendenza e rifiu­to. Li tuteliamo e cerchiamo di portare nella loro vita quell'affetto e quell'equilibrio che non hanno mai conosciuto Questo, grazie anche alla collaborazione e l'aiuto di molti volontari e semplici famiglie che vogliono dedicare parte del loro tempo al prossimo più bisognoso»
Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato anche il tecnico samdoriano Sven Goran E-riksson, che non ha nascosto il suo desiderio di restare all'ombra della Lanterna anche nella prossima stagione («Perché la Samp è una grande società nella quale si lavora benissimo senza interferenze di alcun tipo») e il primo presidente dei blucerchiati Piero Sanguineti che ha svelato un aneddoto sulla maglia blucerchiata, l'unica m Italia con le righe orizzontali. «Dovevamo, dopo la fusione, unire tutti i colori sociali della Dona e della Sampierdarenese. Si è creata perciò questa insolita casacca, la più bella del calcio italiano »

MATTEO GERBONI