
Enrico Mantovani mentre parla e consegna il premio a Don Frasson
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Un
premio, un riconoscimento, un segno di gratitudine Custodisce
molteplici significati l'assegno che il "Samp Club Carige"
ha donato ieri sera nel corso di una festosa cerimonia al presidente
blucerchiato Enrico Mantovani per i cinquant'anni della
Sampdoria.
Una manciata di milioni da devolvere in beneficenza, ma soprattutto
la dimostrazione di come il numero uno sampdoriano riscuota i
consensi di una tifoseria che non gradisce apparire, ma ama
rappresentare, esercizio sempre più inconsueto, la parola
gratitudine
II premio della Carige ormai e entrato nella tradizione, da un
lustro esalta i meriti di quel samp-doriano che nell'anno si
è parti-colarmente distinto e sin dalla sua creazione ha
riscosso nel compianto Paolo Mantovani approvazione e simpatia.
«Si tratta di un appuntamento al quale noi tutti teniamo molto
— ha sottolineato Angelo Pa-squero presidente del club —
Nelle ultime edizioni abbiamo premiato Gaudenzio Bernasconi,
vecchia bandiera blucerchiata e Fabio Fazio, mentre quest'anno
in concomitanza con i cinquant'anni della società blucerchiata
la scelta era obbligata il nostro presidente Enrico Mantovani».
E nell'affollata saletta all'interno del Circolo Dipendenti
Carige di Albaro il giovane dirigente blucerchiato non ha
nascosto la sua soddisfazione per un premio che ha voluto
devolvere all'Opera Don Guanella di Sestri Ponente che accoglie
una comunità alloggio. |
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«Un
anniversario importante, un premio che mi inorgoglisce— ha
esordito Enrico Mantovani— perche e un riconoscimento per
tutti i sampdoriani che il sottoscritto rappresenta La nostra
squadra sta bene, al di là dei sogni e delle aspettative che
"noi" tifosi possiamo coltivare La Sampdoria ha un
presente ma
soprattutto
un futuro, senza ovviamente dimenticare il passato. Avremo m
avvenire forse dei momenti più belli, forse più brutti di
quello attuale. Da parte mia posso garantire il massimo impegno
per far sì che tutti i sampdoriani siano felici»
Qualcuno tra gli astanti aggiunge "arbitri
permettendo", il presidente tenendo fede alla sua filosofia
non raccoglie «Questo non l'ho mai detto, penso solo che
essendo una persona fortunata la felicita l'avrei potuta
trovare altrove, invece la voglio trovare nella Sampdoria»
Quindi ha voluto esaltare l'Opera di Don Guanella che Don
Agostino Frasson sta portando a-vanti con molto impegno e sacrificio.
«Sono
stato a trovare questa comunità l'anno scorso — ha raccontato
Mantovani — Con me c'erano due giocatori, Serena
e Jugovic E' stata un'esperienza meravigliosa, voglio tornarci
presto (un tifoso gli ha chiesto di non farlo in compagnia di
Chiesa, n d r ) perché lo devo a quei bambini molto più
sfortunati di noi, che vivono dei momenti felici che sappiamo offrire
loro»
Don .Agostino ha delineato
l'attività che contraddistingue la casa dell'Angelo,
comunità alloggio per molti ragazzi afflitti da gravi difficolta.
«La
nostra Opera intitolata al fondatore Don Guanella — ha
spiegato il sacerdote — comprende trenta ragazzi che hanno
avuto esperienze di carcerazione, tossicodipendenza e rifiuto.
Li tuteliamo e cerchiamo di portare nella loro vita quell'affetto
e quell'equilibrio che non hanno mai conosciuto Questo, grazie
anche alla collaborazione e l'aiuto di molti volontari e semplici
famiglie che vogliono dedicare parte del loro tempo al prossimo
più bisognoso» |
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Alla
cerimonia di premiazione hanno partecipato anche il tecnico samdoriano Sven Goran E-riksson, che non ha nascosto il suo
desiderio di restare all'ombra della Lanterna anche nella
prossima stagione («Perché la Samp è una grande società nella
quale si lavora benissimo senza interferenze di alcun tipo»)
e il primo presidente dei blucerchiati Piero Sanguineti che ha
svelato un aneddoto sulla maglia blucerchiata, l'unica m
Italia con le righe orizzontali. «Dovevamo, dopo la fusione,
unire tutti i colori sociali della Dona e della Sampierdarenese. Si è creata perciò questa insolita casacca,
la più bella del calcio italiano »
MATTEO
GERBONI
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