il Lavoro  giovedì 13 aprile 2000

Rudic, il tifoso "Samp in A"


Radko Rudic, 52 anni

di STEFANO ZAINO

UN PREMIO per le sue tante vittorie, ma soprattutto per la sua sampdorianità. Un ricono­scimento (un assegno di 5 milioni di lire) che il sensibile Rudic, commissario tecnico della na­zionale italiana di pallanuoto, devolve a favore di Telethon, l'associazione che da anni combatte la distrofia muscolare e le altre malattie genetiche. Sullo sfondo una serata divertente e anche istruttiva (visto il lungo intervento della dottoressa Franca Dagna Bricarelli, direttore del Laboratorio di Genetica Umana, teso a spiegare l'importante attività di ricerca dei medici italiani), curata dal Sampdoria Club Carige e condotta con buona verve da Paolo Viani, uno dei 230 soci (affiliazioni in aumento, con adesioni pure dall'estero, nonostante la serie B) del club. Rudic nell'albo d'oro dell'iniziativa, alla nona edizione, succede a nomi illustri come l'astronauta Franco Malerba, Fabio Fazio, il cantante Bruno Lauzi, la presidente della Provincia Marta Vincenzi. Più di loro può vantare un prestigioso passato (e un illustre presente) sportivo, con un ricco palmares
di  successi, da giocatore e allenatore, tutti ricordati in sede di presentazione. Naturalmente, come gli altri premiati, possiede un requisito fondamentale: essere sampdoriano. Una dote ricordata brillantemente con una battuta alla dottoressa Dagna Bricarelli, incaricata di ritirare l'assegno: «Noi siamo disposti a distribuire geni di Sampdoria. Dottoressa, come si fa a curare un ge­noano?» E nata, seguendo il suo racconto, quando nel '63, da giocatore del Partizan, contendeva la Coppa Campioni al Recco. «Allora la Samp non era uno squadrone, ma me ne innamorai lo stesso. E nel '91, quando già allenavo l'Italia, l'ho vista vincere Io scudetto. Con in panchina il mio amico Boskov, uno che ha aumentato la mia simpatia per i colori blucerchiati. Ora la voglio di nuovo in A». Per festeggiare lo slavo Rudic, il club aveva invitato Sakic e zijovic, ma i due giocatori, al pari dei compagni, sono «in riflessione» (cioè in silenzio stampa) e hanno declinato l'invito. Presenti invece, in rappresentanza della società, Ludovica Mantova­ni, Franca Fassio e Natalia Georgiadou.