CORRIERE MERCANTILE  5 APRILE 2001

Premiato dal Club Carige, l'ex capitano blucerchiato parla di presente e futuro

Lippi assolve la Samp

iIntervista

di MATTEO GERBONI

loni del calcio parlato lo hanno già insediato sul trono laziale.

Lui, Marcello Lippi risponde con un semplice sorriso. Di prammatica. Sta vivendo il suo anno sab­batico con grande serenità. "Adesso mi danno anche un pre­mio...", sorride divertito. Ha appena ricevuto il tradizionale riconoscimento che ogni anno il Sampdoria Club Carige assegna ad un blucerchiato doc. E' abbronzato da far invidia. "Sono ap­pena tornato da una settimana al mare nei Paesi caldi...". E' rilassato, disteso. Incrocia spesso lo sguardo della sua "guardia del corpo" genovese che considera un fratello: "Sento Domenico Arnuzzo due o tre volte alla settimana per cui sulla Sampdoria sono informatissimo. E da lunedì sera devo anche consolarlo... E' in grande forma Marcello Lippi. Ha accettato questo ritorno alle origini con gioia. E un velo di emozione.

 

Marcello Lippi consegna a Padre Alberto Remondini l'assegno di cinque milioni appena ricevuto

Mister, la Sampdoria non ha dimenticato il suo capitano...
«E io non ho dimenticato la Samp. Oggi ho rivisto tante belle persone che mi hanno fatto tornare indietro nel tempo. Sono molto legato a questa società. A Genova ho passato diciannove anni della mia vita. Sono arrivato adolescente, non avevo ancora quattordici anni e sono andato via a trenta. Qui ho conosciuto mia moglie, sono nati i miei figli».

Un premio, tanti applausi. Dica la verità non ne sentiva un po' la mancanza?

«Guardi, sono contento perché quando mi hanno dato il premio era presente tutta la storia Samp. Bernasconi che giocava negli anni Sessanta, Arnuzzo e Lippi protagonisti blucerchiati degli anni Settanta per arrivare alla squadra di oggi. Una bella sensazione. E poi in effetti in questi ultimi sei mesi di premi non ne ho presi molti...».

Lunedì sera il derby della: Lanterna si è colorato di rossoblù...

«Prima quando ho incontrato il mio Gigi Cagni gli ho raccontato un aneddoto, il primo anno alla Juventus perdemmo entrambi i derby E il lunedì successivo la gara ricevetti due telefonate dell'avvocato Agnelli che mi diceva testualmente: "Lippi non si preoccupi, a me non interessa vincere il derby ma il campionato". E poi mi creda: io avrò giocato trenta derby, perdendone solo due, ma quando ho perso il primo sono tornato a casa in lacrime da moglie perché allora era in gioco la supremazia nella città. Ma adesso gli obiettivi sono diversi. La Samp ha le carte in regola per arrivare almeno quarta».

Se le dico Lazio, cosa pensa?

«Che in questi ultimi mesi il mio nome è stato associato alla panchina di Lazio, Milan, Juventus e questo mi fa piacere perché si tratta di prestigiose società, ma per il momento non ho ricevuto nessuna offerta».

Come vive questa condizione di disoccupato eccellente?

«Sono sereno e rigenerato. Ho voglia di ricominciare a giocare. All'estero? Ha ribadito che preferirei restare in Italia, ma qualche, mese fa sono arrivate offerte dall'esterno.
Viviamo alla giornata come direbbe un allenatore in attività...».
Ripeterebbe le sue esternazioni di Reggio Calabria?

«Non mi ricordo neppure cosa è successo... Scherzi a parte ci sono dei momenti in cui si eccede e può essere capitato anche a me».

La Roma di Capello si è già cucita al petto il tricolore?       

«Si tratta certamente di una squadra fantastica costruita nel tempo, ma mancano ancora molte partite e negli ultimi anni si è visto come tutto può cambiare velocemente. Credete a me, il campionato non è ancora finito».

Ma una serie A senza Marcello Lippi assomiglia ad un delitto di lesa maestà...

«Grazie per la stima ma in questi sei mesi mi sembra che a nessuno sia ancora venuto l'esaurimento nervoso...».

E adesso?

«Vado al mare aspettando una telefonata...».