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CORRIERE
MERCANTILE
5 APRILE 2001 |
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Premiato dal
Club Carige, l'ex capitano blucerchiato parla di presente e futuro |
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Lippi assolve la Samp |
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Mister, la Sampdoria non ha dimenticato il suo capitano...
«E io non ho dimenticato la Samp. Oggi ho rivisto tante belle
persone che mi hanno fatto tornare indietro nel tempo. Sono
molto legato a questa società. A Genova ho passato diciannove
anni della mia vita. Sono arrivato adolescente, non avevo ancora
quattordici anni e sono andato via a trenta. Qui ho conosciuto
mia moglie, sono nati i miei figli».
Un premio, tanti applausi. Dica la verità non ne sentiva un po'
la mancanza?
«Guardi, sono contento perché quando mi hanno dato il premio
era presente tutta la storia Samp. Bernasconi che giocava negli
anni Sessanta, Arnuzzo e Lippi protagonisti blucerchiati degli
anni Settanta per arrivare alla squadra di oggi. Una bella
sensazione. E poi in effetti in questi ultimi sei mesi di premi
non ne ho presi molti...».
Lunedì sera il derby della: Lanterna si è colorato di rossoblù...
«Prima quando ho incontrato il mio Gigi Cagni gli ho raccontato
un aneddoto, il primo anno alla Juventus perdemmo entrambi i
derby E il lunedì successivo la gara ricevetti due telefonate
dell'avvocato Agnelli che mi diceva testualmente: "Lippi
non si preoccupi, a me non interessa vincere il derby ma il
campionato". E poi mi creda: io avrò giocato trenta derby,
perdendone solo due, ma quando ho perso il primo sono tornato a
casa in lacrime da moglie perché allora era in gioco la
supremazia nella città. Ma adesso gli obiettivi sono diversi.
La Samp ha le carte in regola per arrivare almeno quarta».
Se le dico Lazio, cosa pensa?
«Che in questi ultimi mesi il mio nome è stato associato alla
panchina di Lazio, Milan, Juventus e questo mi fa piacere perché
si tratta di prestigiose società, ma per il momento non ho
ricevuto nessuna offerta».
Come vive questa condizione di disoccupato eccellente?
«Sono sereno e rigenerato. Ho voglia di ricominciare a giocare.
All'estero? Ha ribadito che preferirei restare in Italia, ma
qualche, mese fa sono arrivate offerte dall'esterno. Viviamo alla giornata come direbbe un allenatore in attività...».
Ripeterebbe le sue esternazioni di Reggio Calabria?
«Non mi ricordo neppure cosa è successo... Scherzi a parte ci
sono dei momenti in cui si eccede e può essere capitato anche a
me».
La Roma di Capello si è già cucita al petto il tricolore?
«Si tratta certamente di una squadra fantastica costruita nel
tempo, ma mancano ancora molte partite e negli ultimi anni si è
visto come tutto può cambiare velocemente. Credete a me, il
campionato non è ancora finito».
Ma una serie A senza Marcello Lippi assomiglia ad un delitto di
lesa maestà...
«Grazie per la stima ma in questi sei mesi mi sembra che a
nessuno sia ancora venuto l'esaurimento nervoso...».
E adesso?
«Vado al mare aspettando una telefonata...».