Ha
stretto il microfono tra le mani e si è tolto un gran peso
dallo stomaco. «La società deve chiedere scusa ai tifosi per
quello che è avvenuto lunedì sera. E' stato commesso un
grave errore perché non si può sottovalutare un avversario
debole disperato». Le parole del presidente Enzo Garufì,
echeggiano nella sala affrescata del circolo dei dipendenti
Carige in Albaro e sono taglienti come una lama di coltello. «Non
si può affrontare una gara come il derby dicendo: "Noi
abbiamo venti punti in più e quindi siamo più forti".
E' stato sottovalutato il problema, mi dispiace mettere in
difficoltà i collaboratori che sono qui presenti, ma dobbiamo
ammettere l'errore. E guardare avanti». E in effetti osservando
le espressioni del direttore sportivo Domenico Arnuzzo e del
mister Gigi Cagni si percepiva un leggero disagio.
dente
blucerchiato durante la consegna del premio Carige a Marcello
Lippi (anche lui un velo imbarazzato) è apparsa meditata. E
ponderata a lungo, numero uno sampdoriano, giunto
all'appuntamento con un leggero ritardo, ha manifestato da
subito il desiderio di liberarsi di un fastidioso fardello. Ha
iniziato la sua lunga requisitoria dall'esiguo numero di
spettatori che seguono ogni domenica la Samp al Ferraris: «E'
triste, davvero molto triste vedere lo stadio pieno soltanto in
occasione di un derby - ha spiegato Garufi - una volta si
seguiva la squadra per tutto il campionato, adesso si sceglie di
andare allo stadio solo per vedere la stracittadina. E' un
motivo di tristezza per la città, non lo dico da sampdoriano,
ma da genovese. Perché si tratta di un chiaro segnale di
decadenza della città». Quindi, dopo lo sfogo sul derby, si è
soffermato sull'imminente passaggio del pacchetto di
maggioranza della società blucerchiata: «I tempi sono stati
lunghi - ha continuato il presidente - non perché non ci siano
stati possibili acquirenti, ma perché questi dovevano offrire
determinate garanzie, dovevano insomma essere idonei per
dare
alla Samp uno sviluppo nel futuro». Garufi ha spiegato anche la
motivazione di una riservatezza pressoché impenetrabile: «Perché
si tratta di un passaggio delle azioni che sono di proprietà di
alcune persone e la loro privacy delle essere rispettata».
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Enzo Garufi,
presidente della Sampdoria, ha attaccato
duramente la squadra per la sconfìtta nel derby
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La trattativa comunque sembra essere
alla stretta finale: «Le prospettive non sono molto lontane - ha
continuato Garufi - e i nuovi acquirenti hanno sicuramente i mezzi, e
speriamo anche le capacità, per portare la Samp a recitare un ruolo
decoroso anche in serie A, certamente non parliamo di scudetto, ma un
piazzamento europeo è possibile». Quindi scende ulteriormente in
profondità: «Non si tratta di un soggetto genovese perché nella
nostra città non esiste un acquirente serio disposto ad acquistare la
società». L'ultimo riferimento è per la componente tecnica: «Persone
equilibrate, serie che sanno fare il loro mestiere e godono della
fiducia dei giocatori, dei tifosi ed anche della società nonostante
qualche peccato veniale...».
L'allusione al derby torna ancora prepotente anche se i diretti
interessati hanno glissato. Domenico Arnuzzo nel suo intervento
successivo ha sottolineato come «l'obiettivo stagionale non era
certamente quello di vincere i due derby ma quello di andare in serie
A. Certamente se lunedì sera non avessimo perso sarebbe stato molto
meglio...». Anche mister Cagni ha ribadito il concetto: «Noi pensiamo
alla promozione (che dobbiamo ottenere ad ogni costo) e al Genoa
lasciamo la vittoria del derby. I nostri tifosi hanno dimostrato di
saper recuperare alla grande dopo le sconfitte e sapranno farlo
anche in questa stagione. Noi dovremo tornare ad essere la vera Samp
già da domenica prossima con il Treviso». Anche capitan Vergassola ha
cercato di stemperare i toni: «Stiamo smaltendo il derby e pensiamo
alla gara di domenica. Vogliamo vincere per dimenticare in fretta la
serataccia di lunedì». Dal canto suo la tifoseria per voce di Riccardo Ascioti della Federclub, si è limitata a ringraziare Garufi per le
scuse. Inattese, ma certamente gradite.
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