CORRIERE MERCANTILE  5 APRILE 2001

Il presidente, intervenuto al premio Carige, si è scagliato duramente contro la squadra per la prestazione nel derby

Garufi: «Samp, che figuraccia»

«Dobbiamo tutti chiedere scusa alla gente per quello che è successo l'altra sera. Non si può sottovalutare un avversario debole e disperato» «Gli acquirenti non sono genovesi, ma possiedono le potenzialità economiche per riportarci in Europa. La trattativa è quasi conclusa»
Ha stretto il microfono tra le mani e si è tolto un gran peso dallo stomaco. «La società deve chiedere scusa ai tifosi per quel­lo che è avvenuto lunedì sera. E' stato commesso un grave er­rore perché non si può sottova­lutare un avversario debole di­sperato». Le parole del presi­dente Enzo Garufì, echeggiano nella sala affrescata del circolo dei dipendenti Carige in Albaro e sono taglienti come una lama di coltello. «Non si può affron­tare una gara come il derby di­cendo: "Noi abbiamo venti pun­ti in più e quindi siamo più forti". E' stato sottovalutato il pro­blema, mi dispiace mettere in difficoltà i collaboratori che sono qui presenti, ma dobbiamo ammettere l'errore. E guardare avanti». E in effetti osservando le espressioni del direttore sportivo Domenico Arnuzzo e del mister Gigi Cagni si percepiva un leggero disagio.
dente blucerchiato durante la consegna del premio Carige a Marcello Lippi (anche lui un velo imbarazzato) è apparsa meditata. E ponderata a lungo, numero uno sampdoriano, giunto all'appuntamento con un leggero ritardo, ha manifestato da subito il desiderio di liberarsi di un fastidioso fardello. Ha ini­ziato la sua lunga requisitoria dall'esiguo numero di spettatori che seguono ogni domenica la Samp al Ferraris: «E' triste, davvero molto triste vedere lo stadio pieno soltanto in occasione di un derby - ha spiegato Garufi - una volta si seguiva la squadra per tutto il campionato, adesso si sceglie di andare allo stadio solo per vedere la stracittadina. E' un motivo di tristezza per la città, non lo dico da sampdoriano, ma da genovese. Perché si tratta di un chiaro segnale di decadenza della città». Quindi, dopo lo sfogo sul derby, si è soffermato sull'imminente passaggio del pacchet­to di maggioranza della società blucerchiata: «I tempi sono sta­ti lunghi - ha continuato il presidente - non perché non ci sia­no stati possibili acquirenti, ma perché questi dovevano offrire determinate garanzie, doveva­no insomma essere idonei per
dare alla Samp uno sviluppo nel futuro». Garufi ha spiegato anche la motivazione di una riservatezza pressoché impenetrabile: «Perché si tratta di un passaggio delle azioni che sono di proprietà di alcune persone e la loro privacy delle essere rispettata».

Enzo Garufi, presidente della Sampdoria, ha attaccato duramente la squadra per la sconfìtta nel derby

La trattativa comun­que sembra essere alla stretta finale: «Le prospettive non sono molto lontane - ha continuato Garufi - e i nuovi acquirenti hanno sicuramente i mezzi, e speriamo anche le capacità, per portare la Samp a recitare un ruolo decoroso anche in serie A, certamente non parliamo di scudetto, ma un piazzamento europeo è possibile». Quindi scende ulteriormente in profondità: «Non si tratta di un sog­getto genovese perché nella nostra città non esiste un acquirente serio disposto ad acqui­stare la società». L'ultimo riferimento è per la componente tecnica: «Persone equilibrate, serie che sanno fare il loro me­stiere e godono della fiducia dei giocatori, dei tifosi ed anche del­la società nonostante qualche peccato veniale...».
L'allusione al derby torna ancora prepotente anche se i diretti interessati hanno glissato. Domenico Arnuzzo nel suo intervento successivo ha sottolineato come «l'obiettivo stagionale non era certamente quello di vincere i due derby ma quel­lo di andare in serie A. Certamente se lunedì sera non aves­simo perso sarebbe stato molto meglio...». Anche mister Cagni ha ribadito il concetto: «Noi pensiamo alla promozione (che dobbiamo ottenere ad ogni costo) e al Genoa lasciamo la vittoria del derby. I nostri tifosi hanno di­mostrato di saper recuperare al­la grande dopo le sconfitte e sapranno farlo anche in questa stagione. Noi dovremo tornare ad essere la vera Samp già da domenica prossima con il Treviso». Anche capitan Vergassola ha cercato di stemperare i toni: «Stiamo smaltendo il derby e pensiamo alla gara di domenica. Vogliamo vincere per di­menticare in fretta la serataccia di lunedì». Dal canto suo la tifoseria per voce di Riccardo Ascioti della Federclub, si è limitata a ringraziare Garufi per le scuse. Inattese, ma certamente gradite.