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STEFANO ZAINO
«MI SPIACE, ma mi sento in dovere di porgervi le scuse della società
per quanto è avvenuto nell'ultimo derby. Bisogna fare ammenda.
Abbiamo subito una sconfitta pesante. Abbiamo sottovalutato
una cosa importante: quando si affronta un debole disperato,
bisogna dare molto di più di quanto abbiamo offerto. Contro la
disperazione del debole bisogna rispondere con cattiveria e
grinta, cose completamente mancate. Noi dovevamo essere la
squadra più forte e invece siamo stati molli». Chi parla è il
presidente della Sampdoria, Enzo Garufi, intervenuto ieri alla tradizionale festa del Sampdoria
Club Carige. |
Il
premio del club Carige a Lippi, che lo ha girato ai volontari di
San Marcellino |
Durante l'incontro è stato consegnato un premio a Marcello Lippi, un assegno di 5 milioni che l'allenatore ha devoluto in
beneficenza, all'Associazione San Marcellino, ente con sede a
Genova che si occupa delle persone senza dimora e garantisce
una riabilitazione morale e sociale. L'assegno è stato consegnato
al sacerdote Alberto Remondini. Per la Sampdoria erano presenti,
oltre a Garufi, l'allenatore Cagni, il direttore sportivo
Arnuzzo, i giocatori Vergassola e Grandoni. La festa è riuscita,
ma nell'aria aleggiava il fantasma del derby perduto. E Garufi non
si è sottratto alle sue responsabilità, lanciando un duro
attacco alla squadra: «Ringrazio i tifosi per essere qui in
tanti, a festeggiare. Ma capisco il loro stato d'animo. Noi
abbiamo grande fiducia nello staff tecnico, persone valide,
oneste, corrette. Sono sicuro che il riscatto sarà immediato. Ma
per la brutta figura di lunedì dobbiamo chiedere scusa».
Garufi poi ha parlato della possibile vendita della società. «Tutte
due le squadre cittadine sono sul mercato, ognuna ha bisogno che
arrivi un acquirente facoltoso, con tanti soldi, in grado di
operare poderosi investimenti. Per quanto riguarda la Sampdoriani
auguro che i tempi non siamo più tanto lunghi. E' brutto che
a Genova non ci sia un possibile" compratore, ma è la realtà.
Sul fatto che non trapelino nomi, bisogna tener presente
che la
Sampdoria non sta vendendo una squadra, ma un pacchetto di
maggioranza e gli azionisti hanno diritto alla riservatezza. Io
credo che il nostro compratore sia un acquirente idoneo non solo
ad acquistare il pacchetto di maggioranza, ma anche a garantire
un futuro confacente alle nostre ambizioni, dignitoso e magari
europeo. Mi auguro che chi arriverà abbia i mezzi e la capacità
per riportarci al ruolo che ci compete. Ho parlato anche con i
dirigenti genoani: è amaro affermarlo ma non esiste alcun
imprenditore cittadino che abbia questi requisiti. Chi arriverà,
e credo valga anche per il Genoa, sarà di fuori Genova».
Quanto all'attuale gestione della società: «E' in ordine, sana,
condotta bene sotto tutti i profili. ; Gli stipendi vengono
elargiti con regolarità. I giocatori non hanno nulla di cui
lamentarsi e quanto allo staff tecnico, ripeto, gode della fiducia
di tutti. Finora stavamo andando bene in campionato, mi spiace
aver deluso i nostri tifosi nel derby. La nostra è una tifoseria
stimata anche all'estero, merita ben altre soddisfazioni».
Infine una considerazione da genovese: «Il derby ha rappresentato
il solito spettacolo di folla. Però è triste vedere lo stadio
pieno solo in questa occasione. Da cittadino mi da molta amarezza,
perché penso che il calcio genovese rispecchi la decadenza della
città». |
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