il lavoro 5 aprile 2001

l'amarezza    Intervento a sorpresa del presidente della Samp dopo il derby perduto

"Scusate la figuraccia"

Garufi: ''Squadra molle, ma ci riscatteremo "

STEFANO ZAINO

«MI SPIACE, ma mi sento in do­vere di porgervi le scuse della società per quanto è avvenuto nel­l'ultimo derby. Bisogna fare am­menda. Abbiamo subito una sconfitta pesante. Abbiamo sot­tovalutato una cosa importante: quando si affronta un debole disperato, bisogna dare molto di più di quanto abbiamo offerto. Contro la disperazione del debo­le bisogna rispondere con cattiveria e grinta, cose completamente mancate. Noi dovevamo essere la squadra più forte e invece siamo stati molli». Chi parla è il presidente della Sampdoria, Enzo Garufi, intervenuto ieri alla tradizionale festa del Sampdoria Club Carige.

Il premio del club Carige a Lippi, che lo ha girato ai volontari di San Marcellino

Durante l'incontro è stato consegnato un premio a Marcello Lippi, un assegno di 5 milioni che l'allenatore ha devo­luto in beneficenza, all'Associa­zione San Marcellino, ente con sede a Genova che si occupa delle persone senza dimora e garantisce una riabilitazione morale e sociale. L'assegno è stato conse­gnato al sacerdote Alberto Remondini. Per la Sampdoria erano presenti, oltre a Garufi, l'allena­tore Cagni, il direttore sportivo Arnuzzo, i giocatori Vergassola e Grandoni. La festa è riuscita, ma nell'aria aleggiava il fantasma del derby perduto. E Garufi non si è sottratto alle sue responsabilità, lanciando un duro attacco alla squadra: «Ringrazio i tifosi per es­sere qui in tanti, a festeggiare. Ma capisco il loro stato d'animo. Noi abbiamo grande fiducia nello staff tecnico, persone valide, oneste, corrette. Sono sicuro che il riscatto sarà immediato. Ma per la brutta figura di lunedì dobbia­mo chiedere scusa».
Garufi poi ha parlato della possibile vendita della società. «Tut­te due le squadre cittadine sono sul mercato, ognuna ha bisogno che arrivi un acquirente facolto­so, con tanti soldi, in grado di operare poderosi investimenti. Per quanto riguarda la Sampdoriani auguro che i tempi non sia­mo più tanto lunghi. E' brutto che
a Genova non ci sia un possibile" compratore, ma è la realtà. Sul fatto che non trapelino nomi, bisogna  tener  presente  che  la Sampdoria non sta vendendo una squadra, ma un pacchetto di maggioranza e gli azionisti hanno diritto alla riservatezza. Io credo che il nostro compratore sia un acquirente idoneo non solo ad acquistare il pacchetto di mag­gioranza, ma anche a garantire un futuro confacente alle nostre ambizioni, dignitoso e magari europeo. Mi auguro che chi arri­verà abbia i mezzi e la capacità per riportarci al ruolo che ci compete. Ho parlato anche con i dirigenti genoani: è amaro affermar­lo ma non esiste alcun imprenditore cittadino che abbia questi requisiti. Chi arriverà, e credo valga anche per il Genoa, sarà di fuori Genova».
Quanto all'attuale gestione della società: «E' in ordine, sana, condotta bene sotto tutti i profili. ; Gli stipendi vengono elargiti con regolarità. I giocatori non hanno nulla di cui lamentarsi e quanto allo staff tecnico, ripeto, gode della fiducia di tutti. Finora stavamo andando bene in campionato, mi spiace aver deluso i nostri tifosi nel derby. La nostra è una tifoseria stimata anche all'estero, merita ben altre soddisfazioni».
Infine una considerazione da genovese: «Il derby ha rappre­sentato il solito spettacolo di folla. Però è triste vedere lo stadio pieno solo in questa occasione. Da cittadino mi da molta amarezza, perché penso che il calcio genovese rispecchi la decadenza della città».