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Marcello Lippi
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Genova.
La
sconfitta del derby ha lasciato il segno: lo spettro della
stracittadina aleggia anche sulla cerimonia di consegna del
decimo premio del "Sampdoria Club Carige", ricevuto
ieri sera da Marcello Lippi. E così, quella che dovrebbe
essere una festa a scopo benefico (il premio è un assegno di
cinque milioni, devoluto dal tecnico toscano all'associazione
"San Marcellino", che assiste persone bisognose) si
è trasformata in un'occasione per tornare sulla partita di
lunedì: «Mi spiace - ha sottolineato il presidente Enzo
Garufi - che questa manifestazione si svolga in un giorno non
lontano da uno triste. Porto le scuse della società per
quanto accaduto nel derby». Domenico Arnuzzo ha tentato di
rincuorare i tifosi presenti: «Sarebbe stato meglio se
avessimo vinto, ma non è questo il nostro obiettivo.
Marcello, comunque, mi è stato utile per far allontanare la
delusione».
E' stato infatti Lippi, abbronzato e sorridente, a riportare
un po' di buon umore. «Lunedì - ha scherzato - non è stata
una brutta giornata: sono andato al mare; e solo andato male
un avvenimento sportivo, che all'andata la Samp aveva vinto». E ancora: «Nel primo anno
alla Juve ho perso entrambi i derby, ma l'Avvocato mi ha
chiamato dicendo che non gliene importava nulla, perché il nostro
obiettivo era vincere il campionato. E' questa la mentalità
che serve». |
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Il
tecnico è stato omaggiato dalla Samp di ieri (Gaudenzo
Bernasconi, Bolzoni, Arnuzzo) e di oggi (Cagni, Vergassola,
Grandoni): «Sono felice di avere di fronte la storia
blucerchiata dagli anni '50». Sul suo futuro è stato
laconico: «Ho voglia di tornare ad allenare, speriamo che
arrivi una squadra. Per ora il mio nome è stato accostato a
grandi club e ne sono onorato, ma vivo alla giornata. !
Comunque manco da un po', ma non mi pare che per questo
nessuno si sia fatto venire l'esaurimento nervoso». E' di
buon umore, è carico, e ha riportato l'allegria in una sala
depressa. Solo Garufi non si lascia trascinare da tanto
entusiasmo: «Non lo dico da tifoso, ma da genovese. E' una
tristezza che lo stadio si riempia solo al derby: è un segno
di decadenza della città, della quale il calcio risente».
Sulla cessione della società si è detto fiducioso: «I tempi
sono lunghi non perché manchi un compratore, ma perché chi
vende vuole garanzie».
Giuliano
Gnecco |
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