IL GIORNALE   16 maggio 2002

Ieri la consegna al comico del premio Carige
 
GIULIANO GNECCO
 
Ieri, intanto, è stato consegnato all'attore Maurizio Crozza il premio del Sampdoria Club Carige; non era presente Riccardo Garrone, a caccia in Argentina, né Beppe Marotta, atteso in serata a Milano, ma c'erano Arnuzzo, Fassio e Marangon oltre a Bellotto, Lanna, Lombardo e la «vecchia gloria» Bernardini. Crozza, istrionico, ha divertito la folta platea con le sue imitazioni (Cannavò, Sacchi, Altafi-ni, Scoglio, Terim e Cosmi le più gettonate) : «A due anni - ha raccontato - Cucchiaroni mi rega­lò un pallone, allora erano ancora marroni, con le firme di tutti i giocatori. Sono sempre stato doriano, dalla nascita, fin dai tempi anti­chi. Abbiamo sempre vissuto fra A e B, poi ab­biamo visto 10-12 anni da sogno. Ora dobbia­mo tirarci fuori da questa situazione». Poi, con la voce di Altafini, ha intimato: «Dobbiamo mangiare le orecchie al Como»; e il suo Cosmi ha aggiunto: «O almeno spacchiamogli le gam­be». Un momento spensierato in un periodo difficile. Tocca a Domenico Arnuzzo, il dirigen­te più alto in grado presente in sala, riportare tutti sulla terra «Maurizio riesce a mettere di buon umore, mette allegria, ma quando lo ve­do al campo non riesce a sorridere. Ha l'espres­sione della sofferenza, segno del suo attacca­mento». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Lombardo: «Prima concentriamoci sul presen­te, poi penseremo a un futuro migliore».

 

Momenti di buonumore, e anche qualcosa di più, ieri pomeriggio durante la consegna del    premio Sampdoria Club Carige al comico genovese Maurizio Crozza. Crozza non ha lesinato le sue imitazioni di personaggi del mondo dello sport