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Ieri la consegna al comico del premio Carige
GIULIANO GNECCO
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Ieri, intanto, è stato
consegnato all'attore Maurizio Crozza il premio del Sampdoria Club
Carige; non era presente Riccardo Garrone, a caccia in Argentina, né
Beppe Marotta, atteso in serata a Milano, ma c'erano Arnuzzo, Fassio e
Marangon oltre a Bellotto, Lanna, Lombardo e la «vecchia gloria»
Bernardini. Crozza, istrionico, ha divertito la folta platea con le sue
imitazioni (Cannavò, Sacchi, Altafi-ni, Scoglio, Terim e Cosmi le più
gettonate) : «A due anni - ha raccontato - Cucchiaroni mi regalò un
pallone, allora erano ancora marroni, con le firme di tutti i giocatori.
Sono sempre stato doriano, dalla nascita, fin dai tempi antichi.
Abbiamo sempre vissuto fra A e B, poi abbiamo visto 10-12 anni da
sogno. Ora dobbiamo tirarci fuori da questa situazione». Poi, con la
voce di Altafini, ha intimato: «Dobbiamo mangiare le orecchie al Como»;
e il suo Cosmi ha aggiunto: «O almeno spacchiamogli le gambe». Un
momento spensierato in un periodo difficile. Tocca a Domenico Arnuzzo,
il dirigente più alto in grado presente in sala, riportare tutti
sulla terra «Maurizio riesce a mettere di buon umore, mette allegria,
ma quando lo vedo al campo non riesce a sorridere. Ha l'espressione
della sofferenza, segno del suo attaccamento». Sulla stessa lunghezza
d'onda anche Lombardo: «Prima concentriamoci sul presente, poi
penseremo a un futuro migliore». |
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