Genova. «A
Genova c'è solo una squadra, il Genoa. La squadra con
la màglia dei ciclisti, e qui chiudo, deve sparire».
La voce di Maurizio Crozza-Franco Scoglio buca la sala
del Sampdoria Club Carige, vestita di blucerchiato e
baciata dal sole di un quasi tramonto. Dall'ultimo
piano del palazzo di via Venti, quello con la cupola, la
vista di Genova è il solito spettacolo come spettacolo
è Crozza-Altafini («per la Sampdoria ci vuole una
spremuta di cucujanga»), Crozza-Cannavò («Colombo
arrivò in America e trovò la Gazzetta ma era quella
del giorno prima), Crozza tifoso della Sampdoria da
quando era bambino («e i miei bambini sono sampdoriani»),
al quale è stato assegnato l'undicesimo premio
Sampdoria Club Carige con la motivazione di
"brillante personaggio televisivo rivelazione
dell'anno e grande tifoso della Samp". L'assegno di
2500 euro va alla "Casa dell'Angelo"
dell'Opera Don Guanella che aiuta i bambini.
Crozza e la Sampdoria. Ci sono Bellotto ed Arnuzzo,
In-vernizzi, Lanna e Lombardo. «Mi affido a
questi due giovani della Primavera, uno e
addirittura
ancora senza capelli, per salvare la Sampdoria. Ragazzi
al Corno, mangiategli le orecchie...e se non ce la fate
rompetegli le gambe». Si ride e si scherza, per un
attimo ci si distrae, ma non è ricreazione per tutti.
Era atteso anche Beppe Marotta, ma il direttore generale
della Sampdoria è scappato a Milano nel primo pomeriggio
e vi rimarrà per tutta la giornata di oggi. Milano è
il cuore del calcio italiano, lì si lavora per il
prossimo campionato.
Alberto Pizzorni |
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Maurizio Crozza
mostra
l'assegno ricevuto da Gianni Mapelli presidente del Samp Club
Carige |
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