IL SECOLO XIX   Giovedì 16 maggio 2002

Il Club Carige assegna il suo premio all'attore genovese tifoso blucerchiato originale

Crozza: «Mangiamoci il Como»

Marotta a Milano lavora per la squadra del futuro

Genova. «A Genova c'è solo una squadra, il Genoa. La squadra con la màglia dei ciclisti, e qui chiudo, deve sparire». La voce di Maurizio Crozza-Franco Scoglio buca la sala del Sampdoria Club Carige, vestita di blucerchiato e baciata dal sole di un quasi tramonto. Dall'ultimo piano del palazzo di via Venti, quello con la cupola, la vista di Genova è il solito spettacolo come spettacolo è Crozza-Altafini («per la Samp­doria ci vuole una spremuta di cucujanga»), Crozza-Cannavò («Colombo arrivò in America e trovò la Gazzetta ma era quella del giorno prima), Crozza tifoso della Sampdoria da quando era bambino («e i miei bambini sono sampdoriani»), al quale è stato assegnato l'undicesimo premio Sampdoria Club Carige con la motivazione di "brillante personaggio televisivo rivela­zione dell'anno e grande tifoso della Samp". L'assegno di 2500 euro va alla "Casa dell'Angelo" dell'Opera Don Guanella che aiuta i bambini.
Crozza e la Sampdoria. Ci sono Bellotto ed Arnuzzo, In-vernizzi, Lanna e Lombardo. «Mi affido a questi due gio­vani della Pri
mavera, uno e addirittura ancora senza capelli, per salvare la Sampdoria. Ragazzi al Corno, mangiategli le orecchie...e se non ce la fate rompetegli le gambe». Si ride e si scherza, per un attimo ci si distrae, ma non è ricreazione per tutti. Era atteso anche Beppe Marotta, ma il direttore generale della Sampdoria è scap­pato a Milano nel primo pome­riggio e vi rimarrà per tutta la giornata di oggi. Milano è il cuore del calcio italiano, lì si lavora per il prossimo campionato.


Alberto Pizzorni
Maurizio Crozza mostra l'assegno ricevuto da Gianni Mapelli presidente del Samp Club Carige