CORRIERE MERCANTILE del 22 maggio 2003

NEL CORSO DELLA CERIMONIA PER LA CONSEGNA DEL PREMIO CARIGE, IL PRESIDENTE HA PARLATO ANCHE DI COSE EXTRA CALCIO

Garrone, la Samp e la felicità

«Dobbiamo avere un nostro stile. Vale come una vittoria»

Svelato un retroscena: «L'altra sera, dopo la partita promozione, un tifoso mi ha fermato e mi ha detto: lei è più grande di Berlusconi»

Calcio che diventa solidarietà. Il noto presentatore Corrado Tedeschi, incoronato blucerchiato dell'anno dal Sampdoria Club Dipendenti Carige ha voluto do­nare il suo assegno di duemilaseicento euro all'Associazione Gigi Ghirotti che si occupa da anni di lenire il dolore ai malati terminali. Un gran bel gol. E tanti applausi. Da parte di un pubblico di sampdoriani caloroso, entusiasta, da parte di un euforico Riccardo Garrone.

II presidente Garrone applaude Dado Tedeschi che ha appena ricevuto il premio della Carige

 

 Tedeschi è un grande amico della Samp - ha sussurrato il presi­dente - che ha compiuto un bel gesto donando il suo assegno ad una associazione straordina­ria". Parole sentite, per nulla di circostanza. Anche il dg Beppe Marotta ha saputo cogliere alla perfezione la valenza più im­portante di una serata perfetta­mente riuscita.
"Quando si ri­esce ad aiutare attraverso lo sport chi sta soffrendo si ottiene un grandissimo risultato. In questi giorni mi sento orgoglio­so per aver contribuito anche a far gioire tante persone che de­sideravano fortemente il rag­giungimento di questo traguar­do, si tratta di sensazioni che re­steranno in me indelebili per tutta la vita".

• CIVILTÀ Calcio che deve fare rima con civiltà. Un legame che sia molto a cuore al presi­dente Garrone: "La nostra tifo-seria dovrà sempre distinguersi rispetto alle altre (e non alludo al Genoa) per il suo stile, la sua grandissima correttezza. Questo comportamento ha il valore di una grande vittoria sul campo. Mi accorgo di come il pubblico blucerchiato sia sempre più en­tusiasta. Mi raccontano di club che rinascono, di sodalizi che si costituiscono. Come a Sori, no­toriamente un covo di cugini e oggi popolato da oltre duecento sampdoriani. Ma quello che chiedo è un comportamento civile e dignitoso, sono convinto : che i tifosi blucerchiati non mi deluderanno. Qualcuno sabato sera mi diceva: lei e più grande di Berlusconi...". Ed anche la Fe-derclub si è associata garanten­do, per voce di Riccardo Ascioti. che il prossimo primo giugno in occasione del doppio corteo i sostenitori sampdoriani (quelli veri) sapranno dare un grande esempio di civiltà.
"I grafomani resteranno a casa.. ".

• FESTA Calcio che sa essere motivo di festa. Si coglie sempre di più tra i sostenitori la voglia di stare insieme, di condividere un momento atteso da quattro lunghi anni. Il popolo blucer­chiato si stanca di alzare i calici, di gridare a squarciagola la parola sene A. In ogni occa­sione quella magica lettera del­l'alfabeto sa dare sensazioni spe­ciali. -E' stato bello raggiunge­re questo traguardo adesso vo­gliamo ripeterci", sorride Stefa­no Bettarini "Vi abbiamo ri portato dove meritavate, grazie per. averci sostenuto nei mo­menti di difficoltà come è acca­duto nel mese di dicembre", am­mette Fabio Bazzani. "Grazie per quello che ogni domenica mi date, sono felicissimo che la Sampdoria vi abbia regalato la serie A", sottolinea Francesco Flachi tradendo il silenzio che si era imposto. I tre giocatori han­no voluto essere presenti per nobilitare la festa di un club, quello dei dipendenti Carige, che può contare su oltre trecento soci. "Quest'anno la nostra festa - ha spiegato il presidente Gianni Mapelli - ha un duplice signifi­cato visto che coincide la pro mozione della nostra grande squadra nella massima catego­ria. Un grazie di cuore al presi­dente Riccardo Garrone per quello che ha fatto, al tecnico Novellino e a tutti i giocatori ca­paci ni disputare un campiona­to straordinario"

• I CUGINI Nella sala cam­peggia un grande striscione "Ri­torno in serie A. sognare". E qualcuno si sforza anche di im­maginare la caduta negli inferi della serie C del Genoa. E' Pier-luigi Vinai, rappresentante del­la Fondazione Carige, a ricor­dare giustamente quanto sarebbe bello avere una squadra in A e un'altra in B. magari per fare di nuovo il derby l'anno succes­sivo. Pochi applausi, qualche fi­schi. Ci pensa Emilio Molinari, direttore generale della Carige a parlare addirittura di scudetto per i colori blucerchiati. E il ter­mometro dell'entusiasmo torna altissimo sotto la regia di Mau­rizio Crozza che l'anno scorso aveva ottenuto l'ambito premio, ma non aveva neppure lontanamente di tornare dopo dodici mesi per passare il testimone al cospetto di una squadra appena promossa in serie A. Potere del calcio e delle sue infinite sfaccettature.

MATTEO GERBONI