
Cipriani e Flachi alla festa del
Sampdoria
Club Carige |
Proprio Cipriani, in effetti, è uno
degli obiettivi di Marotta e Asinini per il futuro: il cartellino è in
comproprietà tra Bologna e Juventus, la Sampdoria attende che si
definisca la situazione per intervenire concretamente, chiaramente in
base al presupposto della volontà del giocatore. Quanto a Flachi,
gratificato come il compagno di reparto di un giorgino aureo
(riproduzione conforme della moneta genovese coniata nel 1722), ha
mostrato di apprezzare assai la stima di Bagnasco: «Ha sempre buone
parole per me, anche quando non rendo al meglio e lo ringrazio
dell'affetto, lui come tutti i tifosi: ma io - si è schermito - se
gioco bene faccio solo il mio lavoro».
Nella sede del circolo dipendenti
dell'istituto, affacciata su De Ferrari con una prospettiva da urlo,
ha fatto da cerimoniere il presidente del club Giovanni Mapelli,
alla presenza di Pierluigi Vinai della Fondazione, annunciando non
solo il varo del sito ufficiale del circolo
www.sampdoriaclubcarige.it
(dotato di link col sito www.buto.it, dedicato a
una simpatica località dell'entroterra spezzino, storico
"covo" del tifo doriano) ma anche l'intervento di due
vecchie glorie come Bolzoni e Baldini. Il che ha consentito a
Bagnasco di ricordare «un derby seguito con un amico di opposta
fede, finimmo sotto di due gol ma Bassetto e proprio Baldini firmarono
la rimonta e il tre a due finale».
Bagnasco ha ringraziato anche
Novellino: «Sono felice che la Sampdoria sia in A nell'anno della
cultura e il merito è soprattutto del mister. Io, allo stadio, la
partita la seguo anche attraverso le espressioni del volto del
mister. Ricorderò sempre l'esecuzione di un rigore importante
seguita spalle alla porta e quasi abbarbicato al suo vice». Per
parte sua, Novellino (omaggiato di una maglia con la scritta
"Sampdoria Club Carige" e il numero "12°") ha
replicato: «I meriti sono soltanto dei miei ragazzi, che quest'anno
come nel campionato precedente hanno fatto cose straordinarie,
grazie alla loro disponibilità nei miei confronti. Abbiamo
ancora una piccola speranza di Europa, ma i miei giocatori hanno
comunque fatto bene così».
Toccava però al premiato dare
il senso all'evento con una frase: «Sono felice di essere sampdoriano
- ha concluso Bagnasco - non tanto per i risultati quanto per il
nostro modo di vedere la passione per la squadra del cuore. In
particolare, sono orgoglioso di appartenere a un popolo che
domenica, con la stupenda manifestazione di amore per una squadra
bella ma sfortunata, mi ha dato una gioia più grande di quella che
sarebbe arrivata se avessimo vinto».
[steris] |